05 maggio 2022

Chiedimi Cos'è? con Lina Vitolo

Lina Vitolo risponde alla rubrica Chiedimi cos'è? sul tema della sostenibilità sociale

Cos’è la sostenibilità sociale? E in quali contesti si applica? 

Quando si parla di sostenibilità sociale si pensa generalmente alla promozione dell’equità sociale nei paesi con elevati tassi di povertà e disuguaglianza. Più recentemente il tema è entrato nell’agenda 2030 dell’ONU e riguarda tutto il mondo indipendentemente dallo stato di ricchezza o di uguaglianza sociale del singolo paese. La crescita economica, anche quella dei paesi che si sono allontanati da situazioni di estrema povertà, pone nuove e diffuse sfide di ‘sostenibilità’ per poter garantire i benefici attesi e allo stesso tempo consolidare i diritti individuali. In un tale contesto, per sostenibilità sociale si intende un complesso di attività volto ad integrare le esigenze delle persone, delle comunità e della società intesa in senso ampio nella definizione delle strategie economiche per fare in modo che la crescita e lo sviluppo siano accompagnati dalla protezione della dignità umana, dal continuo accrescimento delle competenze e dell’educazione, dal rispetto e dall’inclusione delle diversità, dall’integrazione intergenerazionale, dalla promozione della parità di genere e dal raggiungimento di un’equa e dignitosa retribuzione per ogni individuo. 

 Come si applica il tema della sostenibilità sociale alle aziende? 

La sostenibilità sociale rappresenta la S dell’ESG che insieme alla E di environment e alla G di governance, indicano i tre fattori di misurazione dell’impatto ambientale, sociale e di governance di un’attività aziendale. Il tema entra quindi nel mondo del business con riguardo ad uno degli aspetti fondamentali delle attività aziendali, quello delle relazioni sociali, nei confronti innanzitutto dei propri dipendenti e collaboratori ma anche verso clienti, fornitori e comunità. Qualunque sia la sua dimensione, l’azienda socialmente responsabile pone al centro le persone e costruisce insieme alle persone relazioni positive e rispettose volte all’integrazione di valori e azioni a beneficio di tutti i soggetti coinvolti, azienda e persone. In questo senso, l’azienda integra sin dalla progettazione delle proprie attività il benessere individuale, che oggi non è più solo legato al guadagno economico o allo stato sociale, ma anche e soprattutto alla sicurezza emotiva, alla dimensione relazionale delle attività e dei gruppi, al perseguimento di obiettivi solidali, allo sviluppo dell’educazione e delle competenze, all’inclusione e alla diversità, al rispetto delle esigenze familiari, all’equilibrio di genere e altro ancora.

 Come le aziende concretamente potrebbero integrare obiettivi di sostenibilità sociale al loro interno?

Ci sono diverse azioni che ogni singola azienda potrebbe intraprendere per promuovere sostenibilità sociale, anche in funzione della rilevanza rispetto al settore, all’oggetto sociale e alla missione perseguita. Faccio qualche esempio. Per avere un impatto su dipendenti e collaboratori, l’azienda potrebbe adottare politiche e prassi che eliminano discriminazione di genere nella selezione e retribuzione (oggi è possibile anche ottenere la certificazione di genere (con il Decreto della Ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia Bonetti adottato il 29 aprile 2022 sono state definite le linee guida per l’ attuazione delle disposizioni della Legge di Bilancio 2022 relative alla certificazione), promuovere inclusione e ingaggio dei dipendenti in progetti aziendali, investire nella crescita di competenze qualitative e relazionali delle persone.

Se pensiamo all’impatto sulla catena di fornitura, l’azienda potrebbe integrare nei processi di selezione di fornitori e partner criteri etici, di rispetto dei diritti fondamentali dei lavoratori, di compliance con la normativa sociale etc., o ancora prevedere pagamenti anticipati o condizioni contrattuali migliorative in caso di crisi economiche di settore. Per estendere l’’impatto sulla società, l’azienda potrebbe intraprendere azioni che beneficiano le comunità locali prossime alle attività aziendali ad esempio creando nuovi posti di lavoro o infrastrutture di servizio, impegnandosi in iniziative educative, finanziando azioni di recupero sociale; potrebbe coinvolgere con dialogo costante le categorie di interessati dalla attività sociali (consumatori, enti locali e governativi, associazioni di categoria, etc) prima di definire progetti che impattano il territorio e gli stessi interessati. Oltre ad avere effetti sulla motivazione e quindi sulla retention dei dipendenti e l’attrazione di nuove generazioni, queste iniziative secondo diversi studi possono contribuire alla creazione di valore tramite, tra le altre cose, un ritorno economico positivo e una riduzione del costo del capitale.

 Quali sono secondo te le sfide che un’azienda che desidera intraprendere la strada della responsabilità sociale si trova ad affrontare?

La prima importante sfida è portare a bordo il management per poter definire con convinzione una strategia di breve e lungo periodo che integri iniziative di sostenibilità sociale e obiettivi aziendali all’interno di un disegno globale e duraturo. Più le azioni di sostenibilità sociale sono vicine e coerenti con il ‘purpose’ aziendale più saranno efficaci. La tendenza ad  un approccio top down potrebbe essere di ostacolo per la buona implementazione di progetti di sostenibilità, occorre invece garantire la reciprocità delle iniziative, reciprocità intesa come ascolto delle esigenze reciproche del business e degli interessati e disegno congiunto con gli interessati della mappa di priorità. In questo la sostenibilità sociale si distingue dalla filantropia aziendale.

Un altro punto di attenzione da non tralasciare riguarda l’aspetto di comunicazione delle iniziative e strategie di sostenibilità sociale. È molto importante tracciare una linea di confine ben definita sul cosa e come è legittimo comunicare intentamente ed esternamente per non eccedere verso quello che oggi viene chiamato greenwashing quando riferito agli attributi di sostenibilità ambientale. Per ridurre questo rischio sono di aiuto le metriche di valutazione oggettiva dei risultati raggiunti, che si stanno diffondendo recentemente anche attraverso vari standard internazionali insieme alla vigilanza da parte delle autorità (si pensi sul tema delle società benefit, alle competenze all’AGCM per garantire che la comunicazione sull’effettivo raggiungimento di finalità di beneficio sia veritiera, applicando le regole sulla pubblicità ingannevole e il codice del consumo). 

Lina Vitolo, Head of Legal Affairs presso Iliad Italia, è una docente della 24ORE Business School, impegnata nel Master Diritto e Impresa in partenza il 15 giugno.



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