20 novembre 2023

I successi di 24ORE Business School: dal master alla comunicazione in agenzia con Nicolò Altizio

Scopri la storia professionale di un ex studente della nostra scuola. Ecco come il master ha influito sul suo iter professionale.

Nicolò Altizio, classe 1990, dalla provincia di Bari, dove ha iniziato a muovere i primi passi nel mondo del lavoro come giornalista pubblicista tra televisioni e giornali locali, a una carriera a Milano, ci racconta il suo percorso nel campo della comunicazione, dopo la formazione in 24ORE Business School.

Nicolò, di cosa ti occupi oggi e qual è il tuo percorso professionale?

Ricordo ancora il mio primo articolo su un giornale locale: un evento di body building. Dopo il master 24ORE Business School sono entrato subito nel gruppo che poi mi ha permesso di crescere tanto professionalmente e umanamente fino a raggiungere il ruolo di Group Account Director in Hello, agenzia creativa. Al momento ho la fortuna di lavorare in una realtà dal forte dna social e digital che fa parte del gruppo Plus Company. Abbiamo collaborazioni con grandi partner internazionali per la realizzazione di strategie di comunicazione, organizzazione eventi, sviluppo di campagne creative e produzione di contenuti per diversi media con forte focus video e coinvolgimento di influencer e talent.

Mi occupo di coordinare un gruppo di ventitré professionisti fornendo un alto livello di consulenza ai nostri clienti.
Parallelamente, collaboro ormai da sei anni con il team della 24ORE Business School come docente per project work e progetti verticali; da sempre è stata un'esperienza unica perché mi permette di poter seguire la scuola per consigli, indicazioni ma anche semplici segnalazioni.

Raccontaci come il Master in Comunicazione e Media Digitali conseguito alla 24ORE Business School ha contribuito alla tua formazione?

Forse non te lo aspetti ma il Master è stato motivo di grande divertimento: ho conosciuto ragazzi, colleghi e docenti straordinari. Molti sono diventati anche clienti dell'agenzia nella quale lavoro, altri competitor ma ci siamo tenuti sempre in contatto con grande spirito di collaborazione.
Il master mi ha fatto conoscere dei casi di studio molto belli e strutturati dandomi modo di fare i conti con le prime "sfide" di questo settore. Molti docenti che ho conosciuto sono restati in contatto con me per gli anni a seguire e questo è stato motivo di grande orgoglio. In aula ero il classico studente che parlava tanto, a volte troppo, questo mi ha dato l'opportunità anche di stabilire un rapporto diretto con molti professionisti.

Qual è stata la forza del Master?

Ti direi l'esteso numero di professionisti che ho potuto conoscere. Da aziende a agenzie passando per gruppi editoriali, giornalisti e centri media. Non è banale riuscire a vedere così tanti ambiti diversi in così poco tempo. Di fatto è stato come lavorare in agenzia, ma con meno responsabilità.

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Perché e a chi consiglieresti questo percorso?

Lo consiglio a chi ha voglia di fare, a chi ha voglia di lavorare e di lanciarsi. Lo consiglio a chi ha già un po' di idee sul mercato e sul proprio futuro e vuole consolidare il proprio profilo avendo un contatto diretto con il mercato del lavoro. È un'esperienza a livello umano estremamente arricchente.

Cos’è per te il successo? Di quali ingredienti si compone dal tuo punto vista (es. pazienza, coraggio, fortuna, perseveranza)?

Credo che il successo sia fatto di resistenza e qualità, direttamente legate. Non è facile emergere nel mercato del lavoro, specialmente nel mondo della comunicazione e del marketing. Ci sono migliaia di professionisti validissimi nell'industry e bisogna avere la forza di resistere alle brutte giornate, alle brutte notizie e alle avversità. Come? Con la qualità e con le competenze. Quindi, purtroppo, non una formula magica.

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Ritieni di aver raggiunto il successo?

Vado a letto spesso soddisfatto, questo certamente. La società e l'ambito nel quale lavoriamo sono estremamente basate sulle performance: sei portato a tendere al miglioramento delle tue capacità, quindi su questo la strada è sempre incerta.

Quando penso di essere estremamente padrone di un dato task ho spesso voglia di mettermi alla prova con qualcosa di nuovo. Tornando all'equazione precedente di "resistenza+qualità=successo" posso ritenermi un buon elemento però mi rimetto anche all'opinione degli altri.

Ci sono degli errori grazie ai quali sei diventato il professionista di oggi?

Innumerevoli. In modo particolare sul piano relazionale. È il 90% di quello che facciamo: come trasmettiamo un messaggio, una sensazione, un dubbio, un attestato di stima. Sicuramente sono sfumature e approcci che si imparano con il tempo, con l'esperienza e anche con i feedback degli altri, soprattutto delle risorse che lavorano a stretto contatto con me.

Nel tuo percorso professionale e umano c’è o c’è stata una persona o un personaggio fonte d’ispirazione? Insomma, chi è il tuo modello di successo?

Ci sono state persone che mi hanno insegnato e persone mi hanno dato spazio quando questo spazio non era scontato. Sicuramente ciò mi ha permesso di togliermi delle grandi soddisfazioni. Nel momento in cui mi è stato dato spazio ho fatto di tutto per non far pentire il mio manager di questa opportunità e questo ha portato beneficio a tutti. È un po' anche il mio "mantra" nel lavorare e collaborare con persone più junior di me.

Sicuramente non posso non ricordare anche i miei "maestri" in ambito giornalistico: di altre generazioni, altre vedute ma sicuramente fondamentali per avermi dato tanti strumenti di vita.

Condividi con noi il tuo sogno lavorativo?

Fare qualcosa che abbia un impatto estremamente tangibile per la vita delle persone. Sono fortunato perché in parte è una sfumatura molto presente in quello che il gruppo per il quale lavoro si pone come obiettivo finale.

Nel mio piccolo però penso anche alle risorse che lavorano direttamente con me, o anche agli studenti che seguo. Permettere loro di fare cose che potenzialmente senza di me non avrebbero fatto, o fatto diversamente, è il mio obiettivo quotidiano.
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Autore: Maria Teresa Melodia, Head of Social e giornalista professionista




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